Convento e Chiesa di San Francesco

 

storia paese di canino convento e chiesa di san francesco viterbo tesori storie e leggende del lazio

A nord del paese, sul lato destro della Castrense, verso Valentano, si trova il complesso di S. Francesco, un tempo dei Minori Osservanti che nel 1886 furono costretti ad abbandonarlo.

Il complesso è costituito da tre immobili: la Chiesetta dell’Annunziata, la chiesa dedicata alla Vergine Immacolata, il convento.

La tradizione vuole che il convento riconosca la sua origine da S. Francesco, che ha dimorato presso la cappella attigua allo stesso convento. L’opera fu realizzata a cura dei Farnese con la comunità di Canino. Scrive padre Ubaldo: “Il Convento è di notevoli dimensioni. Numerose ed ampie celle, comodi e vari locali per servire alla comunità denotano lo stile dei Farnese che nelle loro costruzioni hanno voluto esaltare il loro amore per l’arte, la loro munificenza e ricchezza.”

Per le sue comodità e l’ampiezza dei locali, l’ameno clima, fu sede, come si afferma in una lapide posta al lato dell’ingresso del Convento, di un capitolo provinciale del 27 aprile 1573.

La costruzione ha due chiostri: l’uno, posto all’entrata del convento, realizzato in un secondo tempo, formato da un colonnato doppio sovrapposto (in parte ora chiuso).

Spiccano alcuni pregevoli affreschi e altri forse sono stati coperti dall’intonaco. L’altro chiostro, interno, ha il caratteristico pozzo e la meridiana. Sotto il porticato interno spiccano i pregevoli affreschi riguardanti la vita di S. Francesco.

Il porticato esterno contiene gli affreschi riguardanti la vita di S. Antonio da Padova.

Tra il 1810 e il 1814 si consumò la tragica vicenda dei canonici che dissero ‘no’ a Napoleone, i quali, rifiutando il giuramento sulla Costituzione, dovettero abbandonare il convento.. I frati lasciarono definitivamente il convento di S. Francesco nel 1886.

Nel 1906 l’antico ospedale di Canino, ubicato nel borgo Paolino, non più in grado di soddisfare le nuove esigenze sanitarie, venne trasferito nel complesso di S. Francesco.

A seguito dell’introduzione in Italia del nuovo sistema sanitario per il complesso di S. Francesco iniziò un periodo di abbandono fino a quando non fu individuata una nuova destinazione d’uso.

Iniziò una lungo periodo di ristrutturazione che doveva accogliere il MUSEO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA (di prossima apertura), che insieme al Museo Nazionale del Castello della Badia e a quello progettato a Montalto di Castro, concorreranno a formare un sistema integrato ‘’di lettura del territorio e dei momumenti in esso presenti’’.

Share This