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PARCO NATURALE REGIONALE VALLE DEL TREJA


Il parco nel territorio della Tuscia


L’area protetta si estende lungo la direttrice del fiume Treja, dal Bosco del Castellacelo al promontorio di Cerasolo, per una lunghezza di 11 Km, ad una altitudine compresa tra gli 80 e i 200 m circa slm.

Il fiume Treja, con le sue profonde forre, è il principale elemento descrittivo di un territorio per lo più collinare e di origine vulcanica. Il fiume, a carattere torrentizio, trae le sue origini alle falde dei crateri minori dell’antico apparato vulcanico Sabatino. Nei pressi delle cascate di Monte Gelato, che potremmo definire “le porte” del Parco, il corso d’acqua entra nella sua stretta e profonda vallata, erosa nell’altopiano vulcanico, dove vi serpeggia per più di trenta chilometri prima di sfociare nel Tevere, nei pressi di Civita Castellana. Durante il suo percorso riceve le acque di numerosi affluenti che scendono a raggiera dai Monti Cimini e Sabatini; tra i maggiori sono da ricordare il Fosso del Cerreto, particolarmente ricco di acque e il Rio Vicano emissario del Lago di Vico.

Il Treja, insieme a questi affluenti, forma un bacino piuttosto ampio che coincide con la regione storicamente denominata “Agro Fariseo”, abitata da una popolazione preromana di civiltà affine agli Etruschi. Il bacino idrografico del Treja, dal punto di vista amministrativo è compreso nella provincia di Viterbo e Roma, la sua estensione e di poco meno di 500 chilometri quadrati.

Il territorio del Parco è coperto da boschi che si stendono per circa 500 ettari.

Immaginando di percorrere un viaggio attraverso il •’arco seguendo il corso del fiume da Sud a Nord, dopo cascate di Monte Gelato ci si inoltra in uno degli ibienti più suggestivi dell’alto Lazio, caratterizzato da ìa stretta forra e da una ricca copertura vegetale. Seguendo il corso del fiume da S verso N, dapprima incontra il complesso di Monte Gelato, composto tre che dal monte stesso, anche dal Bosco di Castel-accio. Questo comprensorio si presenta come una consistente entità naturalistica, inglobante i resti del “Castellum” che dominano la torre e la mola siti sul fiume presso le cascate.

Dalle cascate di Monte Gelato, note anche per aver ospitato le scene di numerosi films mitologici e western, il Trej a si insinua in una stretta fora la cui copertura vegetale è assai ricca: un ambiente selvaggio e suggestivo che tale resta fino all’ampia apertura prospettica cui fa da sfondo il promontorio di Mazzano Romano. Su tale promontorio sorge il borgo medioevale del paese il quale conserva ancora integro il suo tessuto originale.

Più oltre il fiume forma una ansa proseguendo poi con corso molto sinuoso fino a Calcata. Lungo questo tratto si estende la vasta area archeologica di Narce; sottoposta a vincolo secondo la Legge 1089/1939, In tale area sono comprese tre emergenze naturali del Monte li Santi, Pizzo Piede e Narce; prospiciente a quest’ultima è lo sperone su cui sorge il nucleo più antico di Calcata. A non più di 250 m in linea d’area, su uno sperone analogo posto sull’altro versante, è ancora ben visibile la torre dell’antico centro diruto di Santa Maria. Il fiume prosegue poi nella valle che si allarga in un susseguirsi di emergenze naturali fino all’innesto con gli altri sistemi vallivi.

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