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VIVERE L’AREA PROTETTA


La vastità del Lamone, l’asprezza dei luoghi, il soprassuolo estremamente accidentato, il fitto del bosco, l’intrecciarsi di piste di animali, sono tutti fattori che sconsigliano la visita della Selva al di fuori dei percorsi natura indicati. È da evitare vivamente l’escursione nel tardo pomeriggio: il bosco fitto e il buio possono concorrere alla perdita di orientamento. Quasi tutti i percorsi della Selva sono impegnativi ed uscendo dagli itinerari tracciati anche la bussola e la carta topografica possono risultare di poco aiuto. Per la difficoltà di camminare sulle pietre e per la presenza di arbusti spinosi si consiglia l’uso di calzature da trekking e di pantaloni robusti.

Si possono incontrare animali domestici e selvatici che per buona norma non vanno infastiditi. I serpenti, specie essenziali per il mantenimento degli equilibri ambientali, vanno rispettati e tutelati, anche nel caso di vipere che se non disturbate non rappresentano alcun pericolo. E comunque buona norma non rovistare con le mani nude tra le pietre. Piante e fiori selvatici non vanno danneggiati o raccolti, se ne goda la fioritura in natura! Allo stesso modo i minerali e i reperti archeologici non vanno asportati, sono parte integrante del paesaggio della Riserva e sono tutelati da specifiche norme di legge. Per la raccolta dei funghi è necessario possedere l’apposito tesserino regionale.

È vietato accendere fuochi, abbandonare rifiuti, nonché circolare con automezzi al di fuori della viabilità principale. All’interno del bosco non si trova acqua potabile, per cui è consigliato portarne con se una scorta sufficiente. Per incontrare gli abitanti della foresta e non disturbare altri escursionisti è richiesto di fare silenzio, si apprezzerà così la suggestione offerta da questo mondo magico.

I sentieri natura sono ben evidenziati con opportuni segnavia colorati – rosso bianco rosso – seguiti dal numero identificativo del percorso. È preferibile inoltre di chiedere l’ausilio di viste guidate anche per apprezzare appieno i mille volti della foresta rivolgendosi telefoni-
camente agli Uffici della Riserva Naturale.

La riserva naturale per motivi di salvaguardia e vigilanza è regolamentata da accessi controllati per le auto che vengono aperti alle ore 7.00 e chiusi con modalità diverse secondo le stagioni: periodo 1° ottobre – 31 marzo alle 19, il resto dell’anno alle ore 20. Data l’estensione della riserva si consigliano i visitatori di uscire almeno un’ora prima dell’orario di chiusura.

La riserva naturale possiede strutture a carattere ricettivo e destinate ad attività didattico scientifiche. In particolare oltre alla nuova sede, che ha anche funzioni di centro visite ed info-point, vi sono all’interno dell’area protetta strutture dal carattere ricettivo come le capanne dei carbonai e il casale della Monta Taurina. Le capanne sono una riproduzione fedele delle strutture o lestre che ancora pochi decenni or sono si osservavano all’interno del Lamone, sono state realizzate allo scopo di fornire rifugio agli escursionisti; si tratta di quattro edifici che ospitano complessivamente venti posti letto. Il casale della Monta Taurina possiede anch’esso funzione ricettiva con possibilità di pernottamento di ulteriori venti persone, mentre è in corso di completamento il laboratorio di monitoraggio  provinciale  del  sistema  SIC/ZPS  dal duplice scopo scientifico e didattico.

Di notevole suggestione l’area faunistica dedicata al cavallo dove un branco di cavalli allo stato semi-brado fa da sfondo ad una quinta definita da uno scenario pae-saggisticamente di prim’ordine, nel quale si osserva il profilo dei rilievi toscani e la piana vulcente.

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