real indian maa chele sex video on anyxvideos.com bbc riding dasi village bhabi bath xxx coti golpo smackdown victoria ngentot indo xnxx-br.com 3gp www grannysexvido com

NASCITA E SVILUPPO


La Riserva Naturale di Popolamento Animale “Salina di Tarquinia” è stata istituita nel 1980 con un Decreto del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste e del Ministro delle Finanze ed affidata in gestione al Corpo Forestale dello Stato. La sua istituzione è riconducibile all’esigenza di tutelare le specie di avifauna migratrici e stanziali caratteristiche delle zone umide costiere. La sua importanza è legata al fatto che si tratta di una delle poche aree di questo tipo situata lungo le rotte migratorie che seguono la costa tirrenica.

La storia di questo luogo è strettamente connessa con quella del territorio circostante. Si hanno notizie della Salina fin dall’antichità. Essa era infatti già frequentata in epoca villanoviana per lo sfruttamento del sale marino e poi fu fiorente porto di scambio per i Fenici, gli Etruschi, i Greci e dei Romani che potenziarono le preesistenti strutture portuali etrusche per incrementare i commerci con il Mediterraneo occidentale.

Dopo il periodo buio della dominazione longobarda e i successivi secoli del Medio evo, si hanno notizie certe dell’impianto dal 1406 e successivamente dalla fine del XVII, inizio del XIX secolo, quando Pio VI affidò a Giuseppe Lipari l’incarico di creare una Salina per sopperire al fabbisogno di Roma a causa dell’interramento delle Saline di Ostia. Gli abitanti di Tarquinia, che allora si chiamava Corneto, crearono subito delle difficoltà, convinti che l’impianto procurasse insalubrità dell’aria. Sulla questione si aprì un ampio contenzioso, con vari tribunali e periti chiamati in causa e con ricorsi del Papa al Tribunale Supremo della Consulta, che per un ventennio mandarono a rilento i lavori.

Dopo queste vicende, nel 1825 la Reverenda Camera Apostolica riassunse definitivamente la gestione diretta delle Saline con la creazione di nuove vasche che fecero salire la produzione fino ai livelli massimi del 1830. Dall’Unità d’Italia l’impianto, in cui l’estrazione del sale era affidata alla manodopera dei forzati, ebbe un incremento produttivo e lo stabilimento fu ampliato e migliorato con la creazione di nuove vasche.

Il villaggio, originariamente costituito da baracche per i sorveglianti, nel 1889 assunse l’aspetto di un borgo con un lungo viale centrale, con le abitazioni per gli addetti, le strutture di servizio e quelle di pubblica utilità. Nel 1917 infine vennero costruiti l’edificio centrale e la chiesetta. Nel 1981 la produzione media era di 80.000 quintali annui, questa poi è andata scemando via via fino ad arrivare alla definitiva chiusura dell’impianto nel 1997.

Share This