RISERVA NATURALE REGIONALE MONTE RUFENO


L’area protetta nel territorio della Tuscia


La Riserva si localizza nella porzione nord-orientale della regione laziale e interamente nel territorio del Comune di Acquapendente.

Ricopre una superficie di circa 2.893 ha e si estende in una fascia altitudinale compresa tra i 210 m ca. – il letto del fiume Paglia – e i 774 metri ca. sul livello del mare – le Greppe della Maddalena.

Il territorio è caratterizzato da una morfologia dolce che si inserisce nel tipico paesaggio collinare dell’alto Lazio e della Toscana meridionale. I rilievi, che raggiungono quote modeste (massima elevazione 774 m s.l.m. in localitĂ  Greppe della Maddalena), degradano verso la valle del fiume Paglia, che nasce dal Monte Amiata e confluisce nel Tevere, dividendo l’area in due settori: quello piĂą grande al cui centro si eleva Monte Rufeno (770 m), e l’altro, situato a Sud e Ovest, in cui ricadono le pendici dell’altopiano dell’Alfina che degradano verso la valle del Paglia.Un paesaggio analogo si ritrova in Umbria nella contigua Selva di Meana, caratterizzando nel complesso un territorio di notevole valore naturalistico. Numerosi affluenti del Paglia, di carattere torrentizio, attraversano l’area o ne delimitano i confini: tra questi il Subissone nei pressi del borgo di Torre Alfina, il Fos-satello che segna il confine con l’Umbria, il Tirolle e l’Acquachiara. La ricchezza idrica è una delle caratteristiche peculiari dell’area; in particolare nella zona della bancata vulcanica che circonda l’abitato del comune di Acquapendente vi sono numerose sorgenti.

Dal punto di vista climatico l’intera area può essere definita temperata. La presenza di elevazioni superiori ai 1000 metri nella zona limitrofa (Monte Amiata, Monte Labbro) rende complesso il sistema di circolazione delle masse d’aria, portando con maggior frequenza precipitazioni nel settore di Monte Rufeno, che infatti registra valori attorno ai 1000 mm, superiori rispetto a quelli medi del territorio circostante.

Dal punto di vista geologico il settore settentrionale della Riserva è caratterizzato da formazioni sedimentarie. Questa zona collinare, parallela all’Appennino, è costituita da una successione argillosa estremamente caotica, con strati calcarei, marnosi o di arenarie, che affiorano in punti diversi del territorio. La porzione meridionale dell’area protetta è invece di natura principalmente vulcanica, rientrando nel complesso vulcanico Vulsino proprio in corrispondenza di uno dei piĂą antichi centri di emissione.

Il contesto fisico su cui si inserisce il paesaggio vegetale, caratterizzato soprattutto da boschi, è molto vario, tenendo conto anche dell’ulteriore dinamismo provocato da fenomeni franosi, talvolta molto estesi; i piĂą significativi si osservano nella valle del Fossatello, dove tutto un versante risulta in frana per l’irruenza del piccolo corso d’acqua, e lungo le pendici a valle di Torre Alfina.

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