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NASCITA E SVILUPPO


La Riserva Naturale Regionale di Monte Rufeno fa parte del sistema di Parchi e Riserve Naturali della Regione Lazio. L’istituzione di un sistema di Parchi Regionali, ed in particolare l’istituzione della Riserva di Monte Rufeno, si inserisce nel contesto più ampio di una politica diretta al riequilibrio territoriale, allo sviluppo economico ed al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali.

Fino agli anni sessanta, la maggior parte di questa area era di proprietà privata, gestita in forma mezzadrile.

Al di fuori dei terreni privati rimaneva il territorio denominato “Bandita”, che si estendeva su una superficie di 176 ha, di proprietà del Comune fino al 1971, anno in cui viene acquistata dall’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali.

Tale Azienda in seguito acquisterà progressivamente molti dei territori limitrofi, estendendo i suoi possedimenti anche in Umbria ed arrivando a coprire una estensione globale di circa 6.000 ha.
Con la gestione ASFD la pressione antropica su questo comprensorio si riduce notevolmente; l’ASFD ha rivolto la sua attività prevalentemente ad estensive opere di rimboschimento, effettuate esclusivamente con conifere.

Con il successivo trasferimento delle Foreste Demaniali alle regioni (D.P.R. 616/77), la Regione Lazio diviene proprietaria di questo comprensorio e, in accordo con il Comune di Acquapendente, inizia uno studio di fattibilità per la creazione di una Riserva Naturale riconoscendo a questa zona la sua vocazione naturalistica.

La Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno veniva in seguito istituita con Legge, Regionale N° 66 del 19 settembre 1983.


Sviluppo geografico e interventi strutturali


Dall’istituzione ad oggi l’ampiezza dell’area protetta non è stata modificata salvo l’acquisizione da parte della Regione Lazio e l’annessione al territorio protetto di un fabbricato (ex scuola rurale) di proprietà del Comune di Acquapendente con annessa area di pertinenza di circa 1000 mq.

Ad oggi la Riserva Naturale Monte Rufeno ha provveduto a ristrutturare 14 casali interni all’area protetta dei circa 30 presenti. La destinazione di questi immobili è quella di strutture ricettive per i turisti e strutture culturali sulla conoscenza e studio di materie naturalistiche e valorizzazione del territorio.

Sono stati realizzati sentieri escursionistici, ciclabili, naturalistici e ippovie per oltre 50 chilometri .

La Riserva Naturale ha attivato anche strutture e servizi al di fuori dell’area di pertinenza, ne sono un esempio il Centro visite e i due ecoalberghi realizzati nel centro storico di Acquapendente.

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