VIVERE L’AREA PROTETTA

Il Lab.ter


Il LAB.TER (Laboratorio Territoriale) della Riserva del Lago di Vico, fa parte della rete di educazione ambientale della Regione Lazio (uno per provincia), che rientra, a sua volta, nella rete di laboratori territoriali europei di Agenda 21.

È costituito da un laboratorio informatico, da un’aula multimediale, da un laboratorio scientifico e da una sala espositiva.

La struttura è tesa alla promozione e valorizzazione naturalistico-culturale e a promuovere l’educazione ambientale e civica.

È arredato con diorami che ricostruiscono alcuni ambienti tipici della riserva, come la palude, la faggeta, il coltivo, e con vetrine monotematiche dal titolo “I rapaci del Lago di Vico”, rappresentati in diversi ambienti.

Le rappresentazioni sono realizzate attraverso riproduzioni pittoriche e ricostruzioni tridimensionali che mostrano quali specie di uccelli rapaci diurni e notturni vivono e/o nidificano all’interno dell’area protetta.


L’Apiario didattico


L’apiario dimostrativo nasce nel 1999 dalla collaborazione tra due Enti Regionali operanti sul territorio per lo sviluppo dell’agricoltura (ARSIAL) e la salvaguardia dell’ambiente (Riserva Naturale Lago di Vico).

In armonia con gli obiettivi generali l’apiario consente ai due Enti di perseguire le seguenti finalità:

– promozione e sviluppo dell’apicoltura nel territorio come attività produttiva ecocompatibile mediante giornate dimostrative, seminari e incontri tecnici destinati agli apicoltori;

– educazione ambientale, soprattutto per scolaresche, con visite guidate per far conoscere il mondo delle api, i loro prodotti e il prezioso contributo di questo insetto all’agricoltura e all’ambiente.


Il Centro recupero rapaci


Tra le attività più significative gestite dalla Riserva Naturale, vi sono le aree faunistiche allestite nel parco delle ex-Scuderie Farnese e presso la nuova sede sulla Cassia Cimina. Queste strutture sono incluse nell’elenco dei centri per il recupero dei rapaci.

La Riserva Naturale, fin dalla sua istituzione, ha costituito un punto di riferimento importante per quanti, siano essi Enti pubblici (Provincia, Corpo Forestale dello Stato, ex Enpa) o privati, rinvengono animali feriti, che quasi sempre appartengono a specie rare e minacciate, che vivono nel comprensorio o vi transitano in alcuni periodi dell’anno.

Sinora si è operato su migliaia di esemplari con una percentuale di successo che sfiora il 70 per cento dei casi.

Per non arrecare disturbo agli uccelli feriti che svolgono un programma di riabilitazione per essere recuperati alla vita selvatica, il centro non è aperto al pubblico.

È possibile tuttavia richiedere notizie e informazioni ai responsabili del centro.


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