NewTuscia – BOLSENA – Dopo una lunga pausa dovuta all’emergenza COVID-19, la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia sabato 19 giugno dalle ore 10,30 torna con l’energia di sempre per una delle sue più caratteristiche Lavate-cantate. Lo scenario sarà quello del suggestivo lavatoio nel quartiere medievale del Castello in una Bolsena più che mai fiorente per la tradizionale Festa delle Ortensie.

Al suo ottavo anno di attività, il gruppo di donne fondato e diretto dal M° Simonetta nell’ambito di un progetto del Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia, dimostra una grande vitalità e una capacità di reinventare continuamente la propria intuizione di fondo.

Il gruppo è costituito da un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del Lavatoio pubblico di Bolsena e da altre (di tutta la Tuscia) che hanno aderito con entusiasmo all’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione.

Le “Lavate-Cantate” – le originali esibizioni del gruppo – trovano nei lavatoi il loro scenario naturale in cui la gioia, l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia e lo scherzo, coinvolgono ogni volta il pubblico in una vera e propria festa dell’acqua.

Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Il contesto storico-sociale a cui si ispirano anche i costumi delle lavandaie, poveri ed essenziali, è quello di fine Ottocento/inizi del Novecento, documentato dalla pittura dei maestri del realismo e dalle prime fotografie, pur senza inutili compiacimenti e forzature filologiche.

Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.

La Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, oltre ad essere stata inserita nel social movie Italy in a day di Gabriele Salvatores, è stata chiamata a partecipare, tra l’altro, al Jazz Up-Caffeina di Viterbo, all’ Umbria Folk Festival  con una significativa  presentazione presso l’Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex Discoteca di Stato), al I° Festival Italiano di Permacultura  e alla manifestazione ciclo-turistica La Carrareccia a Bolsena, al Grande Picnic in Vendemmia organizzato annualmente a Montecchio dall’Azienda vinicola Falesco di Riccardo Cotarella ed alla Maggiolata di Assisi. Ha partecipato a EXPO 2015, invitata da Coldiretti, per rappresentare le tipicità della Tuscia.

Nel 2016 è uscito il libro-CD Ràma de rosa e frónna de fiór, pubblicato da Annulli Editori, che raccoglie i testi e i canti tradizionali del Lago di Bolsena.

«Questa piccola comunità di donne – dice Simonetta Chiaretti – ha avuto successo ancor prima della sua nascita. Il solo annuncio dell’idea di costituirla suscitò plauso, entusiasmo ed incoraggiamento ad andare avanti. Nei tanti spettacoli che sono seguiti nei lavatoi della Tuscia e dell’Italia abbiamo lasciato ricordi e affetti, sono sbocciate e si sono consolidate amicizie. In alcune manifestazioni la nostra esibizione era diventata un appuntamento vivamente atteso e partecipato. I lavatoi della Tuscia ogni volta ci hanno abbracciato, proteggendo dall’oblìo sé stessi e le generazioni di donne che nel tempo avevano accolto. La pandemia di questi lunghi mesi ha forzatamente interrotto tutto questo. Non è ancora il momento di riprendere l’attività con le stesse modalità degli anni passati ma sarà bellissimo ed emozionante incontrarci sabato, con tutte le dovute cautele, per riproporre i nostri gesti, sempre ispirati un orgoglio antico e solidale».

 

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