L’arrivo della bella stagione ha portato molte novità nella serra della Casa circondariale di Viterbo e una ventata di ottimismo ed entusiasmo tra i volontari della cooperativa O.R.T.O. e i detenuti beneficiari del progetto SEMI LIBERI. Con il caldo primaverile le attività agricole si sono moltiplicate e il duro lavoro portato avanti durante tutto l’inverno ha finalmente dato i suoi buoni frutti. Frutti rossi per la precisione, che provengono dalle oltre 300 piante di lampone che fiancheggiano la serra e decorano il prato con tante piccole gemme di colore rubino. La produzione procede a pieno ritmo in questi mesi soleggiati e le richieste di acquisto da parte di ristoratori e gestori di bar e gelaterie si fanno sempre più frequenti. Il marchio di vendita che è stato scelto per i lamponi è FRUTTI CON DESTREZZA, un gioco di parole che si riferisce al reato e all’ambiente carcerario interpretandoli però in un’ottica innovativa che li associa al settore agroalimentare.

A.M., uno dei ristretti che partecipa al progetto, si occupa da tempo della lamponaia che è sorta proprio grazie al suo impegno e alla sua dedizione: partendo da zero, ha studiato le tecniche di coltivazione delle piante fino ad ottenere dei risultati straordinari in termini di produttività e di qualità. Prova una grande soddisfazione nel constatare che tutti i suoi sforzi sono stati ampiamente ripagati e si dice molto orgoglioso di aver riservato tanta cura e tanto amore alle piante che ora lo ringraziano regalando degli ottimi frutti.

 Anche all’interno della serra il lavoro prosegue di buon grado: le piante di aloe crescono rigogliose e sono ormai più di 300 tra quelle destinate alla vendita e quelle che serviranno per la produzione di gel naturale. Fabrizio, volontario e socio della cooperativa O.R.T.O., sta insegnando ad alcuni detenuti come produrre e conservare il gel d’aloe che al momento è in fase di sperimentazione; presto verrà commercializzato con il nome RIPARATIVA in riferimento sia all’azione lenitiva dell’aloe sulla pelle sia al modello di giustizia che prevede la collaborazione tra il reo e la vittima per favorire la riconciliazione delle parti.

 I germogli freschi per il consumo a crudo, uno dei primi prodotti realizzati nell’ambito del progetto, continuano a crescere a pieno ritmo, soprattutto in questa stagione calda che favorisce la rapida germinazione dei semi. E.B. partecipa alle attività di SEMI LIBERI dal 2017 e conosce alla perfezione le tecniche di produzione e conservazione di queste giovani plantule. Da alcuni mesi si sta dedicando alla creazione di speciali mix di diverse varietà di germogli al fine di esaltarne il sapore e accrescerne il valore nutrizionale. Sono nati così alcuni abbinamenti eccellenti sia per il gusto che per la ricchezza di nutrienti, ad esempio il mix aromatico con germogli di trifoglio, amaranto e fieno greco e il mix antiossidante che include germogli di cavolo, broccolo e senape.

 Una delle novità più rilevanti del progetto è certamente la ripresa del corso di formazione sulla coltivazione delle erbe aromatiche ed officinali e dei fiori commestibili. A causa del lockdown nazionale dello scorso anno le lezioni sono state interrotte e rimandate direttamente alla primavera successiva dato che il programma prevedeva anche la costruzione di quattro aiuole a bancali per la messa a dimora delle diverse piante. Finalmente ad aprile il corso è stato riattivato e sei nuovi detenuti hanno potuto beneficiare di quest’opportunità di formazione professionale dedicandosi allo studio, al riconoscimento e alla coltivazione di varietà quali la salvia melone, la calendula, la menta ghiaccia, l’erba aglina, la lavanda, il finocchio selvatico, il timo cedrino e altre aromatiche e officinali.

 Nel periodo tra giugno a settembre la cooperativa terrà una serie di incontri per garantire ai volontari e ai detenuti l’acquisizione di alcune nozioni di base sulla qualità agroalimentare e sull’agricoltura ecosostenibile. L’obiettivo principale è diffondere la conoscenza della certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) di cui O.R.T.O. ha fatto richiesta per tutte le produzioni realizzate nella Casa circondariale: lamponi, melograni, olio, germogli, piante aromatiche e officinali, aloe. Tale certificazione attesterà che le attività di coltivazione in serra e in campo hanno un ridotto impatto sull’ambiente e si svolgono nel rispetto delle risorse naturali e della salute dei consumatori.

 Negli ultimi due mesi è stato possibile anche riorganizzare le modalità di comunicazione e promozione del progetto passando da quelle esclusivamente online a quelle in presenza. Nel fine settimana compreso tra il 24 e il 27 giugno la cooperativa ha partecipato al 1° Festival dell’ecologia di Montefiascone e ha potuto presentare ai visitatori il progetto di agricoltura sociale e mostrare tutti i nuovi prodotti realizzati dai detenuti.

Nello stesso periodo, grazie alla collaborazione tra O.R.T.O. e l’Università di Roma Tre, si è tenuto un incontro dal titolo “Il cibo come strumento di reinserimento sociale” incentrato sulla sana alimentazione in carcere e sull’aspetto conviviale del cibo, elemento di unione capace di creare un ponte tra i ristretti e la società civile esterna.

 

SEMI LIBERI sta dunque ripartendo a pieno ritmo dopo il rallentamento delle attività dovuto alla pandemia. Grazie alla determinazione e alla volontà di soci, amici e collaboratori la cooperativa O.R.T.O. si rinnova nelle idee e nei programmi e si prepara per sfruttare al meglio le opportunità che sempre si nascondono tra gli imprevisti e le difficoltà.

 

Per maggiori informazioni sulla cooperativa O.R.T.O e il progetto SEMI LIBERI: www.coopsocialeorto.it

https://www.facebook.com/oltrelorto

https://www.facebook.com/SEMI-Liberi-agricoltura-sociale-in-carcere-104215077862079

 

 **Cooperante Progetto Semi liberi-Cooperativa agricola sociale O.R.T.O.

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e in piediFoto:  Un bouquet di germogli SEMI LIBERI per onorare la Ministra Marta Cartabia, in visita a Viterbo lo scorso giugno

 

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