Inizia il periodo della Fioritura di questa pianta speciale che fa parte di una delle quaranta specie Lumiaceae, la cui visione si presenta come  un quadro d’autore, con la sola differenza, che quel profumo intenso e quel colore violaceo, tocca  tutti i nostri sensi. Siamo nel periodo migliore che si protrarrà sino alla fine di luglio. Lo scenario per certi versi è  paragonabile alla Fioritura di Castelluccio in Umbria.

Per assistervi non è necessario munirsi di  pass vacanziero per raggiungere la rinomata Provenza, il fior fiore delle meraviglie è in prossimità, nella Tuscia più bella e vicina a noi. A Tuscania.

Il borgo della Tuscia le ha dedicato una festa per la cui edizione si stanno approntando i preparativi.

In questo periodo sono programmate delle passeggiate- racconto su come è iniziata la coltivazione della lavanda e le attività legate a questa bellissima pianta aromatica. Anna Rita Properzi che oltre ad essere una  guida turistica e ambientale escursionistica rodata, in questo luogo ci è nata e lo abita, con la passione e la solerzia della narrazione ne trasferisce tutti i dettagli senza omettere alcun segreto.Attraversandone la storia.

Seguendo la tradizione dei monaci cistercensi, venuti dalla Francia molte aziende iniziarono la coltivazione della lavandula officinalis e del lavandino grosso.

Quando nel 1990 l’ingegner Mauro Checcoli, acquistò un’azienda agricola al cui interno si trovavano i ruderi di un’abbazia cistercense fondata da monaci provenienti dall’abbazia madre di Clairvaux. I cistercensi nella fondazione delle abbazie utilizzavano la stessa distribuzione planimetrica. L’ingegner Checcoli iniziò un percorso di ricostruzione proprio viaggiando in Francia sostando presso l’abbazia madre e le abbazie cistercensi ancora ben conservate alla ricerca di basi scientifiche per la ricostruzione degli edifici abbaziali di Tuscania. Checcoli  si convinse che i monaci venuti a Tuscania avessero sicuramente sperimentato la coltivazione della lavanda, seguendo la tradizione dell’uso delle piante officinali tra cui la lavanda che rivestiva un superiore.

Fu nel 2005 che mise a dimora le prime piante che crebbero e divennero floride come quelle provenzali trovando nel nostro suolo vulcanico ed asciutto l’habitat ideale . Ne seguì un paio di anni dopo presso l’abbazia la messa a dimora di un’altra pianta aromatica che cresce spontanea sui terreni rocciosi, l’elicriso importato dalla Sardegna e Corsica. Fu piantato in una parte scoscesa del pianoro che si affaccia sulla valle del Marta, chiamata Ara de Tufo dove avveniva la trebbiatura del grano perché asciutta ed esposta al sole.

Fu un bel partire, perché altri imprenditori e proprietari di aziende agricole, iniziarono a sperimentare la coltivazione e ad aumentare le superfici già coltivate.Dando questa connotazione di sfumatura violacea al territorio.

Addirittura fu creata una cooperativa, (poi sciolta)  con cìrca 20 produttori di lavanda, rimasti attivi individualmente  in tutto il territorio della Tuscia, con Tuscania, Montalto, Arlena di Castro, Viterbo. Molti di loro coltivano la lavanda rigorosamente Bio e distillano il raccolto, realizzando prodotti cosmetici ed olio essenziale.

Fu ne l 2008 che Tuscania ideò la prima Festa della Lavanda proprio all’Abbazia di San Giustoil cui lavoro di restauro era già molto avanti.

La Guida Turistica Anna Rita Properzi insieme alla collega archeologa Giovanna Velluti che aveva seguito gli scavi e la ricostruzione la nuova abbazia,furono testimoni  all’evento che richiamò tanti visitatori.

E proprio da una richiesta spontanea degli stessi nacquero le Passeggiate  messe a punto dalla guida Anna Rita Properzi, consistenti in itinerari narrati tra i campi di lavanda delle aziende produttrici Tuscania ,dell’Agriturismo Sensi dove si trova lo storico Casino di Caccia del Cardinale Ercole Consalvi e dell’Agriturismo Valentini Bio, dell’Azienda Agricola di Lucia Gubbiotti – Lavanda della Tuscia.

L’Agriturismo la Piantata ad Arlena di Castro, i cui proprietari Renzo e Rosella Stucchi sono vissuti in Provenza per alcuni anni, hanno destinato la loro esprienza in  ampie superfici alla lavanda. Oggi ai nostri occhi si presenta una tenuta di cui 15 ettari destinati a lavanda in posizione strategica  sulle colline vulcaniche.

Le  Passeggiate programmate proprio in questo periodo si stabilizzano come un vero e proprio percorso sensoriale che regala molte emozioni a chi vuole per la prima volta cimentarsi in questo tipo di esperienza.

Soprattutto quest’anno dopo un anno difficile a causa della pandemia ritornerà la Festa della Lavanda, mai così attesa. Tenetevi pronti perché la Provenza è qui in prossimità nella stupenda Dalle varie alture sarà possibile ammirare  questa splendida distesa viola di una bellezza unica.Vale un week end.

(Fonte documentale. Anna Rita Properzi Guida Turistica-Tuscania)

https://t.me/lepasseggiatediannarita;

Prossimo appuntamento: Tra Terzieri e campi di lavanda al tramonto

– domenica 27 giugno pomeriggio ore 16.30-19-30;
– martedì 29 giugno pomeriggio ore 16.30- 19.30.

 

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