NewTuscia – di Stefano Stefanini – Oggi il presidente Mattarella all’Universita di Brescia. Ripartire dall’educazione, dalla scienza e dalla ricerca, i giovani protagonisti della ripresa, per una nuova Ricostruzione dell’Italia su solide basi.

Nel corso della sua visita  odierna all’Universita di Brescia,  il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha caldamente invitato gli  studenti ed i loro docenti a ripartire dall’educazione rigorosa,  dalla scienza e dalla ricerca, perché i giovani siano davvero protagonisti della ripresa, per una nuova Ricostruzione dell’Italia su solide basi.

Il presidente Mattarella, anch’egli docente di Diritto, ha rivolto saluto più intenso alle studentesse e agli studenti, principali protagonisti di questa occasione e dellAnno accademico, e alla loro rappresentante Marta Cremaschi – che ringrazio per il suo intervento – e un saluto molto intenso ai Rettori di altri atenei presenti.

Ringrazio il Rettore per linvito ad essere presente a questa cerimonia, invito più volte cortesemente reiterato. Finalmente siamo riusciti a realizzarlo. Sono molto lieto di essere qui, per due ragioni: la prima che sarà confermata tra poco, in occasione della visita del restauro della Vittoria Alata, la vicinanza alla città di Brescia e alla provincia di Brescia così pesantemente colpite dalla pandemia.

Questo è il tempo del rilancio. La vicinanza di tutto il Paese a Brescia e alla sua provincia è stata ampia, grande. Questo è il tempo del rilancio comune. Ed è una condizione che sottolinea quanto sia stata grande la capacità di resistenza che la città ha manifestato, e il momento, come quello pandemico, che ha sottolineato al nostro Paese, alla nostra comunità nazionale e a tutto il mondo, quanto dipendiamo gli uni dagli altri, quanto abbiamo bisogno degli altri, quanto sia necessario che ciascuno faccia la sua parte.

Mentre questo, nella dimensione internazionale, ci auguriamo che serva come insegnamento per accantonare o rimuovere motivi di contrasto e contrapposizione di fronte allevidenza di pericoli di fronte ai quali tutti abbiamo le stesse fragilità e le stesse esigenze, nella dimensione nazionale, nella nostra comunità questo ci richiama al senso della solidarietà, a fare ognuno la parte propria.

Questo ateneo ha svolto questa parte, lha svolta – come il Rettore ci ha ricordato – nel continuare con docenti e studenti il suo impegno.

Lo ha svolto nellaiuto agli ospedali civici; lo ha svolto riuscendo a garantire la continuità dellinsegnamento nelle forme consentite e possibili, in quelle particolari condizioni che hanno attenuato – non eliminato – le privazioni che docenti e studenti, soprattutto, hanno avvertito nelle Università, così come in tutti gli ordini di studio del nostro Paese. Ma garantire linsegnamento è stata unopera di grande impegno e di grande merito perché ha dato la dimostrazione che non si interrompeva la vita del nostro Paese.

Quindi grazie a tutti gli Atenei del nostro Paese che hanno garantito questo compito con uno sforzo impegnativo. Un grazie che vorrei trasmettere, attraverso la Ministra Messa e i Rettori degli Atenei qui presenti.

C’è unaltra ragione per cui sono lieto di compiere questa visita. Tra i compiti e le attività del Presidente della Repubblica vi è quella di essere presente nei territori del nostro Paese, di rappresentare la vicinanza delle istituzioni nazionali alle sue varie zone e aree.

La pandemia ha rallentato per qualche tempo, ha anche frenato questa attività e questo impegno.

Sono lieto di riannodare così, con lultima visita prima della sospensione e la prima dopo questo intervallo, i due atenei, e sottolineare quanto sia importante il ruolo della nostra Università.

In questi ormai oltre sei anni dalla mia elezione ho svolto come un tour tra le nostre Università. 

Nella sua vista all’ Università della Tuscia del febbraio del 2019 il Capo dello Stato aveva lanciato questa esortazione.  

In Italia molte delle emergenze, delle calamità naturali sono dovute, o aggravate, da una scarsa cura del territorio. Questo è un tema centrale e deve essere una priorità per lItalia, non solo per la salvaguardia della bellezza ma è decisivo anche per lo sviluppo economico”.

Il presidente della Repubblica è stato molto chiaro, parlando al Mondo Accademico, agli studenti e ai rappresentanti istituzionali presenti alla cerimonia dellinaugurazione dellAnno Accademico dellUniversità della Tuscia, in occasione del Quarantennale della costituzione dellAteneo viterbese.

Dunque il Capo dello Stato a Viterbo sede, tra le altre, della prestigiosa Facoltà di Scienze Agrarie e Forestali   ha scelto di individuare nella cura del territorio come una delle priorità non solo per la tutela delle bellezze naturali ed artistiche ma per lo sviluppo economico degli anni futuri.

Sul rischio idro-geologico lItalia appare sempre fragile e insicura, incurante delleccessivo consumo di suolo e del problema del dissesto idrogeologico mentre i cambiamenti climatici amplificano gli effetti di frane e alluvioni.

Così il Capo dello Stato ha concluso il suo discorso agli universitari di Brescia: “Continuerà negli ultimi mesi della mia presidenza, e non perché la mia vita da poco più che adolescente fino allingresso nella vita pubblica nelle istituzioni è stata dentro lUniversità, non per questo ricordo personale, ma per la consapevolezza dellimportanza del ruolo che gli atenei rivestono nel nostro Paese, dellesigenza di rafforzarli, consolidarli, incoraggiarli, sorreggerli. Anche nellobiettivo, indispensabile da perseguire, di aumentare il livello di istruzione universitaria e il livello percentuale dei laureati nel nostro Paese.

Questo è il motivo di questa sottolineatura del ruolo delle nostre Università, confermata questoggi dalla relazione del Magnifico Rettore, così interessante per tanti aspetti.

Forse tutti avranno avuto la mia impressione: questa mattina quel che ho percepito è la sintonia dei vari interventi e lallineamento con il senso e con lo spirito dellimpegno dellUnione per la nuova generazione europea, per il programma Next Generation.

 Lo ha fatto il Rettore, sottolineando lattività ampia, complessa, articolata in tanti versanti e settori che questo Ateneo in trentanove anni ha conseguito; lo ha fatto, ricordando la proiezione futura che viene curata nei programmi dellAteneo; lo ha fatto con la sua Lectio Magistralis la professoressa Sorlini – che ringrazio molto – parlando di ricerca e innovazione, e sottolineando come questo sia inscindibile da una dimensione etica che orienti non soltanto i filoni di ricerca, ma soprattutto lutilizzo delle opportunità che la ricerca offre al genere umano.

 La ricerca scientifica offre delle opportunità: luso che se ne fa è positivo o negativo a seconda delle scelte che si compiono. È questo il senso della responsabilità evocato alla fine della Lectio Magistralis della professoressa Sorlini.

Vorrei concludere queste parole di augurio, di saluto, affiancando allaugurio per lAnno accademico lapprezzamento per questa proiezione verso il futuro.

Questo è il carattere di questo momento storico: lattenzione al futuro, alla ripresa, quella che viene chiamata con un termine approssimativo la ripartenza, nella ricerca che è stata evocata questa mattina di nuovi equilibri di nuova normalità, ma di una normalità più consapevole, che renda così possibile una vera crescita veloce e nuova del nostro Paese.

L’articolo L’Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2020–2021 dell’Università degli Studi di Brescia proviene da .

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