“La rosa di Dante; il poeta, il fiore, la santa”, casa editrice Silvio Pellico. Ultimo libro, in ordine di tempo, di Giuseppe Refiscina che del divin poeta ha già scritto sei anni or sono nel suo “Dante e la Tuscia”. La presentazione alla stampa avviene, in una mattinata inondata di sole, a Viterbo in piazza del Gesù. Non un luogo scelto a caso, ma uno tra quelli più significativi e suggestivi che il padre della lingua italiana cita nella sua Commedia ricordando l’uccisione, dinanzi all’altare della piccola chiesa, di Enrico di Cornovaglia per mano di Guido di Montfort. Il passaggio di Dante nella Tuscia viene più volte testimoniato nella Commedia: il lago di Bolsena con la smodata ghiottoneria di papa Martino IV° per la vernaccia (la cannaiola di Marta) e per le anguille che lo portarono alla morte; il girone infernale pensato probabilmente sulle sponde del Bulicame; la “selva oscura” immaginata forse sui Cimini; la torre Tarquinia dove sorge una torre che lo ricorda. Sono solo alcune delle tante tappe che rientrano in un percorso che molto spesso si snoda lungo l’antichissima e storica via Francigena che era sì itinerario religioso ma pure sequenza di paesaggi che fotografava il cuore della Tuscia prima di concludersi a Roma. Dante divino cantore, ma anche preziosa guida turistica. E poi il fiore, Rosa inevitabilmente, che di Viterbo è la pulzella prediletta. Il poeta, la santa delle rose e il patrimonio ambientale ed enogastronomico della Tuscia costituiscono, insomma, il filo conduttore dell’appuntamento economico/letterario in piazza del Gesù con Vincenzo Peparello, presidente di Confesercenti, che presenta il bilancio (ovviamente, negativo) del periodo Covid e la prospettiva (altrettanto ovviamente positiva) del dopo pandemia e Rescifina che sottolinea la rilevanza di Dante come insuperabile poeta, padre della nostra lingua e come prezioso testimonial per l’espansione turistica dell’intera Tuscia. Dice il numero uno di Confesercenti: “La ripresa c’è e si vede, soprattutto in termini di fiducia: da un fatturato del -30% rispetto al periodo pre Covid, stiamo lentamente riguadagnando posizioni. Ora spetta al gestore politico e amministrativo sostenere lo sforzo con interventi significativi sui centri storici che erano e restano la ricchezza delle nostre terre”. “Dante – osserva Rescifina – a distanza di settecento anni dalla morte è qui ancora tra noi per darci una mano e segnalare, attraverso il suo capolavoro letterario, siti e personaggi che hanno soltanto bisogno di essere scoperti”. (L. C.) 

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