NewTuscia – Ci sono tanti modi per raccontare una comunità e farlo attraverso la lente di ingrandimento della devozione religiosa può svelare aspetti interessanti e inediti, soprattutto se si tratta di una comunità in cui la fede ha assunto un valore di identificazione collettiva. E’ il caso di Bolsena e le Sacre Pietre, ovvero una delle testimonianze del miracolo eucaristico avvenuto nella città sul lago nel 1263. Al culto ecclesiastico e laico delle Sacre Pietre, macchiate dal sangue di Cristo sgorgato dall’ostia miracolosa, è dedicato il volume curato da Antonio Quattranni, con i contributi di Raffaella Bruti, Monica Ceccariglia, Danila Dottarelli e Cristina Sbarra che Intermedia Edizioni, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Bolsena, ha appena dato alle stampe insieme all’amministrazione comunale di Bolsena con il titolo  “Le sacre pietre del miracolo di Bolsena. Aspetti devozionali laici ed ecclesiastici nei secoli dal XVI al XX

In origine, nonostante fosse il luogo del miracolo eucaristico, a Bolsena in occasione della festa del Corpus Domini si portava in processione solo il Santissimo Sacramento senza le Sacre Pietre. Fu solo nel 1811 che, per la prima volta, si tenne una processione straordinaria con la reliquia. Questo “rito” si consolidò poco dopo in seguito al passaggio a Bolsena di Pio VII. Ripercorrere la storia di queste celebrazioni significa passare in rassegna anche altri aspetti devozionali ad esso collegati come gli allestimenti floreali, tradizionali infiorate che caratterizzano ancora oggi la festa del Corpus Domini, la presenza di associazioni laicali tra cui, in passato, la Confraternita del Santissimo Sacramento e, attualmente, l’Associazione dei Custodi della Sacra Pietra.

GLI AUTORI

Antonio Quattranni, laureato in Lettere all’università di Perugia, ha conseguito il perfezionamento in didattica dei beni culturali all’università di Roma III. È insegnante e pubblicista. È stato condirettore della rivista Biblioteca & Società del Consorzio Provinciale Biblioteche di Viterbo. È membro del comitato scientifico dell’Ecomuseo Alta Tuscia del Paglia ed è presidente del Comitato Provinciale di Viterbo dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Autore di varie pubblicazioni riguardanti la storia, l’antropologia e la didattica del territorio, in particolare della Tuscia.

Raffaella Bruti. Nel 200 consegue la laurea in Conservazione dei Beni culturali,indirizzo archivistico, all’Università di Viterbo e l’anno successivo frequenta la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato di Roma, dove approfondisce le tecniche di studio dei testi e dei documenti medievali e moderni. Nel 2003 assume il ruolo, che conserva tuttora, di bibliotecaria nella biblioteca comunale di Bolsena, partecipando attivamente alla progettazione e alla realizzazione delle iniziative promosse dal Sistema bibliotecario del lago di Bolsena. E’ autrice e curatrice di monografie e saggi riguardanti la storia moderna e contemporanea dell’Alto Lazio, con particolare riferimento all’ambito religioso e agli eventi legati alla Grande Guerra.

Ricopre attualmente la carica di assessore alla Cultura del Comune di Bolsena.

Monica Ceccariglia, laureata in Conservazione dei beni culturali con indirizzo archivistico librario e in Gestione della documentazione scritta e multimediale all’Università della Tuscia, collabora in qualità di archivista con l’Archivio storico della Provincia Agostiniana d’Italia, con l’Archivio della Provincia romana dei Frati Minori Conventuali, con il Centro Diocesano di Documentazione di Viterbo; svolge lavori di censimento, riordinamento e inventariazione di archivi storici appartenenti ad enti pubblici e privati, dal 2001 collabora con l’Azienda sanitaria locale di Viterbo nelle attività di organizzazione, gestione e conservazione degli archivi correnti e di deposito di proprietà dell’Azienda.

Danila Dottarelli è laureata in Conservazione dei beni culturali (indirizzo archivistico-librario) ed in Gestione e valorizzazione della documentazione scritta e multimediale presso l’Università degli Studi della Tuscia. Collabora come archivista presso la Provincia Romana dei Frati Minori Conventuali, la Provincia Agostiniana d’Italia, il Centro Diocesano di Documentazione di Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia e gli enti pubblici. Ai lavori archivistici affianca attività di ricerca e studio sulla storia locale di cui è curatrice ed autrice di saggi ed articoli.

Cristina Sbarra si è laureata nel 2008 in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo storico-artistico presso l’Università degli Studi della Tuscia. Nel 2012 ha conseguito la laurea in Infermieristica presso l’Università degli Studi di “Tor Vergata” a Roma. Attualmente lavora come infermiera presso l’ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto.

https://www.intermediaedizioni.it/libri/1059-le-sacre-pietre-del-miracolo-di-bolsena-aspetti-devozionali-laici-ed-ecclesiastici-secc-xvi-xx.html

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