NewTuscia – VITERBO – Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo il comunicato di presentazione della conferenza stampa del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre di presentazione del progetto “La Terra che vorrei. Tagliamo i pesticidi, sosteniamo il Biologico”.

Stefano Stefanini

Questo il testo del comunicato.

“Favorire la transizione agroecologica”, questo il progetto che martedì 11 maggio, alle ore 11 presso la sala consiliare della Provincia, verrà presentato nella conferenza stampa del Biodistretto della via Amerina e delle Forre e dell’Arsial.

Un progetto, sostenuto dalla Regione Lazio, che ha al centro la radicale riduzione dell’uso dei pesticidi e dei prodotti chimici di sintesi, lo sviluppo del Biologico, il miglioramento della qualità delle filiere delle castagne e delle nocciole, la protezione della salute degli agricoltori e dei cittadini, la tutela dell’ambiente e delle sue risorse.

Un progetto che dà coerenza e concretezza alla strategia che la Commissione Europea ha presentato con il documento “from farm to fork” nel Maggio del 2020, con la quale si intende sostenere la produzione sostenibile di cibo e il contrasto ai cambiamenti climatici.

Cinque i comuni coinvolti: tre comuni dei Cimini (Vallerano, Vignanello, Canepina) e due della bassa Tuscia (Gallese e Corchiano). Il prossimo obiettivo è quello di coinvolgere nei prossimi mesi tutti e tredici i comuni del Biodistretto.

Alla conferenza saranno presenti

Pietro Nocchi – Presidente della Provincia di Viterbo

Famiano Crucianelli – Presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre

Mario Ciarla – Presidente ARSIAL

Andrea Ferrante – Coordinatore di progetto Biodistretto della Via Amerina e delle Forre

Sindaci e rappresentanti dei cinque comuni coinvolti nel progetto Canepina, Corchiano, Gallese, Vallerano, Vignanello.

La conferenza varrà trasmessa anche in diretta sulla  Pagina Facebook del Biodistretto www.biodistrettoamerina.com e sul Canale Youtube.

Un nostro commento. L’impegno del Biodistretto pone l’accento sulla salubrità e i valori nutrizionali del biologico, la sicurezza alimentare, spiegando in modo chiaro e semplice i motivi per i quali il bio è un’alternativa più salutare e gustosa di mangiare.

Non solo, durante la campagna vengono trattati anche i vantaggi di sostenibilità ambientale dell’agricoltura biologica rispetto all’agricoltura tradizionale, tra i quali il rispetto del benessere animale, l’azzeramento dell’uso di additivi chimici, la propensione verso un modello produttivo ispirato a un ridotto tenore di carbonio.  Gli obiettivi dichiarati della campagna sono: favorire i consumi dei prodotti biologici locali, promuovere un modello di sviluppo e stili di consumo eco-sostenibili, stimolare una riflessione sulla qualità dell’alimentazione, promuovere la conoscenza del paesaggio e del territorio.

Perché il Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre.  I comuni dell’area che interessa il Bio-Distretto costituiscono un territorio rurale in cui l’agricoltura biologica rappresenta una scelta strategica condotta già da molti produttori locali in modo consapevole. L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione e di allevamento che permette di sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.

Nell’area del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre si contano, ad oggi, diverse centinaia di produttori agricoli impegnati nelle filiere ortofrutticole, vinicole, zootecniche e di trasformazione di altri prodotti di eccellenza. La loro offerta si rivolge al mercato interno, tuttavia per alcune produzioni, come olio d’oliva e vino, i mercati più accessibili sono quelli esteri.

Il patrimonio dei Comuni dell’area si caratterizza anche per l’esistenza di beni ambientali e paesaggistici.

Ad esempio nella sola area di Corchiano sussistono: il Monumento Naturale delle Forre, che si estende su 44 ettari, e il Monumento Naturale Pian Sant’Angelo, che si sviluppa su 262 ettari. A Calcata invece, per citare solo un secondo e ultimo esempio, è di straordinaria importanza e unicità il Parco Regionale della Valle del Treja. L’area della Via Amerina e delle Forre si connota poi fortemente per le scelte responsabili di gestione delle risorse idriche e nelle gestione integrata dei rifiuti.

Il progetto Bio-Distretto si inserisce perfettamente nell’esperienza del “Comprensorio della VIA AMERINA e delle FORRE” nella quale erano già protagonisti diversi comuni: Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi, Orte, Vasanello, Calcata, Vignanello, Vallerano e Canepina.

L’idea del Bio-Distretto è inclusiva nei confronti di altri comuni dell’area che decidessero di aderire al progetto, mentre e’ stato significativamente  avviato nei mesi scorso il Biodistretto del Lago di Bolsena.

Stefano Stefanini

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