I SENTIERI


Come nella maggior parte delle Oasi Wwf, anche a Pian Sant’Angelo è presente un Sentiero Natura, studiato per permettere al visitatore di cogliere i principali aspetti naturalistici e storico-archeologici dell’area. Il percorso è ben segnalato da frecce direzionali e dotato di pannelli informativi e cartellini botanici per rendere la visita più istruttiva e dare al visitatore la consapevolezza di ciò che lo circonda.

Nella prima parte, il percorso si snoda attraverso campi coltivati e oliveti dove è possibile ammirare il disegno rurale antico, con siepi e grandi querce isolate che il Monumento Naturale conserva. Successivamente, ci si addentra nel bosco composto principalmente da caducifoglie. Anche in questo caso l’elemento caratterizzante del bosco è la sua evoluzione naturale da ormai diverse decine di anni ed è possibile, fin da subito, notare alcune delle caratteristiche che contraddistinguono le foreste naturali rispetto a quelle gestite: alberi di diverse specie e dimensioni, compresi quelli morti e marcescenti lasciati in loco per favorire la biodiversità collegata alla necromassa, un folto sottobosco e piante rampicanti.

Proseguendo verso est si arriva a una piccola radura lenominata “Valle dell’Orto”, a memoria della destinazione agricola a cui era destinata in passato. Salendo nuovamente verso il pianoro si attraversa poi una fitta macchia di erica arborea che riporta il visitatore nella zona coltivata. Il percorso entra in un bosco di pianura alternato a macchia mediterranea per scendere nella prima forra, dove una vegetazione lussureggiante lascia filtrare raggi di luce che mettono in risalto il monumentale “Ponte del Ponte”, imponente struttura etrusco-falisca che, occupando trasversalmente la gola del torrente, fungeva da acquedotto. Una scalinata fatta in legno e terra conduce lungo il costone tufaceo, dove si possono osservare numerose tombe rupestri risalenti a IV-III secolo a.C. Continuando l’escursione un pianoro abbastanza ampio e, in primavera, ricco di orchidee, offre la possibilità di osservare, nelle giornate più limpide, il Monte Soratte, cattedrale calcarea circondata da tufo. Rientrando nel fitto del bosco si arriva presso una sorgente d’acqua detta “del granchio”, utilizzata sin dal tempo degli Etruschi. Uscendo dal bosco, il sentiero, attraverso una piccola valle, conduce infine verso l’ingresso dell’Oasi.

Al fine di rendere più agevole l’accessibilità all’area è stato realizzato un piccolo parcheggio all’ingresso del Monumento Naturale e sono presenti alcune aree di sosta con panche e tavoli realizzati con legno di origine certificata FSC, un marchio che garantisce la gestione sostenibile delle foreste. L’area è inoltre dotata di un’aula didattica all’aperto per realizzare laboratori con le scuole in visita. Presso la zona accoglienza è stata realizzata una mostra che illustra le principali caratteristiche del luogo.

Sono presenti servizi igienici.

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