Il Lago di Bolsena



Il lago di Bolsena offre anche diverse e varie leggende che ricalcano i miti già citati: la piccola città scomparsa fra le acque di cui sarebbe possibile sentire il suono delle campane; l’avvistamento di sirene; la colorazione rossa dell’acqua; le scie di diverso colore che si formerebbero sull’acqua a rappresentare il percorso che fece la pietra che riportò a terra la santa patrona di Bolsena; la palla d’oro che fuoriesce dal lago a rappresentare gran quantità di raccolti e ricchezze; il “carbonchio” un termine locale usato per indicare la fuoriuscita di gas dal fondo del lago e i bagliori emessi a causa del magnetismo connesso all’attività vulcanica e tellurica; i mostri nascosti nelle profondità del lago.

Altre leggende del lago di Bolsena, rimandando a culti antichi che si perdono nel tempo, hanno per protagonista un toro, animale che rappresenta la personificazione della forza generatrice e di rinnovamento, simbolo di fertilità e devozione a culti ancora più antichi e probabilmente più complessi, ctonio e celeste, solare e lunare. Così un toro è protagonista di una leggenda che lo vede tuffarsi nell’acqua per raggiungere le vacche che pascolavano in un’isola del lago nella stagione degli amori. Oppure si narra di un toro che, sempre attraversando a nuoto il lago, si dirigeva al centro di un bosco per inginocchiarsi davanti ad una roccia e ad alcune piante. Alcuni abitanti dell’area che seguirono il toro, lo videro in adorazione di un rudere. Il rudere, evidentemente antico è divenuto il piccolo santuario chiamato della Madonna di Turona nell’abitato di San Lorenzo.

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